- Nuovo
BOTTIGLIA DA 75cl.
13%VOL.
Il VERDUZZO Friulano è citato già alla metà del 1800 fra le viti d’origine friulana più
rappresentative e tipiche della zona. Certamente antichissimo e molto diffuso un tempo, lo troviamo descritto anche
dall’Acerbi nel suo “Viti Friulane ne’ contorni di Udine”. La nostra azienda è una delle poche che ancora oggi vinifica
questo vino rigorosamente secco, nel rispetto della piu’ pura tradizione.
VIGNETO: - LOCALITÀ: CORONA ( Frazione del Comune di Mariano del Friuli) – GORIZIA
- FOGLIO DI MAPPA: 3 – 4 Comune Censuario di Corona
- PARTICELLE CAT.: 1387 - 1389/1 (parziale) – 1389/4 (parziale)
- TIPO DI TERRENO: a scheletro prevalente, con forte presenza di Sesquiossidi di ferro. Tali
caratteristiche pedologiche, associate alla scarsa dotazione in sostanza organica ed in elementi nutritivi, induce nella
vite uno sviluppo vegeto – produttivo estremamente moderato, con positive ripercussioni sui componenti MACRO e
MICRO compositivi dell'uva e del vino.
- SUPERFICIE TOTALE: 1.51.44 Ha.
- ANNO DI IMPIANTO: 1990
- SESTO D'IMPIANTO: 2,70 x 0,80 m.
- CEPPI AD ETTARO: 4630
- ESPOSIZIONE: a Sud, con filari orientati NORD - OVEST / SUD
- FORMA DI ALLEVAMENTO: tecnica culturale a GUYOT singolo (con 4 – 5 gemme per ceppo) leggera cimatura estiva per un migliore rapporto foglie / grappoli d'uva. Nessuna concimazione.
UVA: - VARIETÀ: Verduzzo Friulano
- ZONA DOC: Isonzo del Friuli
- PORTAINNESTI: SO 4 KI. 31 Op.
- SELEZIONE CLONALE: Sel. Verduzzo Friulano
- RESA PER ETTARO: Ton. 3,5 / per ettaro
- RESA PER CEPPO: kg 0,800 / per pianta
VENDEMMIA: assolutamente tardiva, in quanto devono maturare i tannini... che, nonostante sia un bianco, sono
ampiamente presenti... stranezza ed unicità, quasi fosse uno strano gioco della natura. (Raccolta effettuata esclusivamente a mano).
VINO: Diraspatura e pigiatura delle uve, seguente fermentazione spontanea (... i lieviti sono da sempre presenti
naturalmente sull’uva...) sulle bucce per circa 4 settimane; terminata questa fase si passa alla separazione del mosto
fermentato dalle bucce, che vengono dolcemente strizzate solamente per favorirne lo sgrondo totale e null’altro.
Quindi, come l’antica tradizione vuole, il vino viene posto in differenti botti da 2000 litri, costruite artigianalmente,
usando ancora oggi diverse varietà di legno tipiche della zona. In questi fusti il vino può iniziare la sua vita, decidendo
in modo autonomo e del tutto naturale, quando svolgere la fermentazione malolattica... se tutta assieme o in svariati
anni, un po’ alla volta... (... l’uomo rispettoso della natura non può mai sostituirsi ad essa...).
Nei successivi 3 – 4 anni il vino prosegue il suo affinamento “sui lieviti” (“sur lies”) con “batonnage” (rimescolamento
dei lieviti) periodici.Quando il vino ha raggiunto una maturazione soddisfacente, si travasano le diverse botti in un
unico recipiente di acciaio, dove sosterà per almeno 3 mesi, per favorirne la naturale decantazione delle parti
grossolane sul fondo; quindi, messo in bottiglia, senza alcuna filtrazione e posto in cestoni di legno dalla capienza di
500 bottiglie ed alloggiato in un magazzino dalla temperatura costante per il successivo affinamento.
ESAME ORGANOLETTICO: Il vastissimo patrimonio culturale tramandato da queste terre, insieme all’espressione
più tipica della realtà vinicola della zona, sono connubio ideale per suggestivi itinerari alla scoperta dei segreti del
tempo… come il vino: prodotto che ha in se qualcosa di magico... tramite privilegiato tra l’uomo e la terra… testimone
di un’armonia che mai dovrà essere spezzata. Varietà autoctona recuperata da questa tradizione, il Verduzzo è il figlio
eletto di un’uva che parla del calore di vigneti ben soleggiati che esaltano tutti i profumi ed i sapori della vendemmia.
Vino con ampissimo spettro d’utilizzo; elegante di corpo, di un bel colore giallo carico, con sfumature ambrate;
profumo delicato con “nouances” di fiori e frutti, appena vinificato, assume quindi una carezzevole fragranza che
ricorda l’artemisia e la crosta di pane. Con l’invecchiamento nei grandi fusti di rovere, compaiono le fugaci sfumature
di erbe rare, di sottobosco, di frutta secca, perfettamente amalgamate per la delizia dell’olfatto più raffinato. Vino
adattissimo anche su pesci grassi, quale il salmone, accompagna in modo perfetto le ostriche e tutto il crudo... per non
parlare di qualunque formaggio importante o salume di nicchia
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