Haiti è l’ultima frontiera del rum e i “Clairin” sono i rum di Haiti. Nel mio primo viaggio ufficiale, nel 2012, scopro che sull'isola ci sono 532 alambicchi funzionanti, quando in tutti i Caraibi ci sono solo 42 distillerie ancora fumanti. 

Da qui inizia la nostra ricerca, per capire anzitutto cosa sia davvero il Clairin. Scopriremo presto che in tutta l’isola esistono distillerie molto primitive, produzioni artigianali, diffuse in questo territorio caraibico non toccato dalla ‘modernizzazione’ del mondo occidentale e quindi ancora ‘puro’ dal nostro punto di vista. La biodiversità ad Haiti è enorme. Ogni regione ha una sua tradizione di produzione, delle specifiche varietà di canna, e ogni Clairin con le sue aromaticità distintive. I Clairin selezionati e imbottigliati da Velier rispecchiano questa diversità, tanto per le varietà di canna utilizzate quanto per le differenti tecniche di fermentazione e distillazione. 

Come Velier, siamo fieri di aver trasformato questa cenerentola in una vera principessa!

Storia

I Clairin sono i rum di Haiti e Haiti é l’ultima frontiera del rum. Ultimo esempio del mondo caraibico più originario.

Conosciuto come il paese più povero dell’emisfero nord, insicuro politicamente, pericoloso, viene lasciato ai margini dello sviluppo economico e turistico della regione. In qualche modo Haiti conserva la sua ‘africanità’; il trasporto delle masserizie sulla testa, il lavare e lavarsi sui greti del fiume, i mercati di strada fanno sì che, se possibile, Haiti sia più Africa dell’Africa, e mantenga qui, nel cuore del Caribe, tradizioni di cultura proprie del continente nero.

Ma questo significa che Haiti è anche altro: più di mille chilometri di coste incontaminate con spiagge mozzafiato, fiumi, torrenti puliti montagne ricche di fauna. Dal punto di vista della produzione dei distillati di canna da zucchero, quindi, la grande differenza tra Haiti e gli altri paesi produttori è il Clairin, Kleren in creolo: il rum dei poveri, l’unico, ultimo legame sopravvissuto della produzione antillese di fine 1700. Un giacimento inesplorato, sottovalutato, che nasconde una potenzialità ancora tutta da sviluppare.

Metodo di produzione

Le distillerie haitiane sono quasi sempre capanne al centro delle coltivazioni, dove la canna viene trasportata a dorso di mulo o con carri trainati da tori. Qui viene pressata con piccoli mulini. Il succo si fa fermentare solitamente in vasche di legno. La caldaia è alimentata a fibra essiccata di canna e l’alambicco è un pot still discontinuo, alimentato a fuoco diretto e spesso con una piccola colonna di rettificazione, con un massimo di sei plateaux e una vasca in legno: strutture analoghe a quelle portate dai francesi nella seconda metà del '700. Il risultato è una produzione di diversi rum artigianali molto duttili ed eclettici, ideali sia per long drink semplici che per cocktail ricercati, con aromi particolari e inediti, che aprono orizzonti inesplorati e offrono l’occasione di sperimentare nel segno della qualità.

Nazione: Haiti

Fondazione: 2013

Distribuito da Velier dal: 2013

Clairin

Focus

I Clairin selezionati e imbottigliati da Velier rispecchiano la straordinaria diversità dei prodotti haitiani, tanto per le differenti tecniche di distillazione e fermentazione – spontanee, senza lieviti selezionati e nessuna filtrazione - quanto per le varietà di canna originarie, non ibridate, senza nessun uso della chimica in agricoltura.

Per entrare nella gamma Velier, i Clairin devono rispettare alcune regole rigorose, un vero e proprio protocollo:

clairin- Le varietà della canna da zucchero devono essere autoctone e non ibride;

- La loro coltivazione deve seguire le tecniche di produzione tradizionali, senza l’utilizzo dei prodotti chimici di sintesi (diserbanti, fertilizzanti, fungicidi…);

- La raccolta deve essere fatta a mano;

- Il trasporto della canna da zucchero deve essere quello antico (a dorso di mulo o su carri trainati da tori);

- La fermentazione del succo della canna da zucchero deve avvenire esclusivamente attraverso i lieviti naturali, senza l’aggiunta di lieviti industriali, senza la diluizione con acqua, e deve durare almeno 120 ore;

- La distillazione deve avvenire all’interno di alambicchi con un massimo di 5 piatti di rame a diretto contatto con il fuoco;

- Il distillato deve essere imbottigliato al grado di uscita dell’alambicco;

- L’imbottigliamento deve avvenire ad Haiti.